61° Sagra della Tinca e dell’Asparago di Poirino



Una bellissima sagra che per fortuna il maltempo non è riuscito a rovinare; vi parlo della 61° Sagra della Tinca e dell’Asparago di Poirino, un programma ricco che mi ha attirato, il 12 e 13 maggio, in questa bella cittadina alle porte di Torino.


Partita sabato 12/5  prestissimo dalla amata Genova, sono arrivata in centro di Poirino intorno alle 11; nel paese vi è un gran fermento per i preparativi per l’indomani, allestire il palco, gli stand e tutto il necessario per realizzare la festa bellissima.
Mangiato un panino veloce, approfitto dell’occasione per andare in  perlustrazione nella zona e nei comuni limitrofi.

Il cielo incerto, tendente a volte al minaccioso, mi ha regalato panorami stupendi, dai colori brillanti, grazie alle campagne verdissime e i terreni preparati per la semina.

L’indomani sono tornata per la festa, ora è  tutto pronto,  gli stand ed i padiglioni montati; la gente si aggira curiosa nei mercatini che si trovano nelle vie pedonali e  un odore  piacevole di frittura aleggia nell’aria, ed ecco il pulmino che ci porta alla scoperta delle peschiere dove sono allevate le Tinche Gobbe Dorate di Pianalto di Poirino.

Il gruppo non è numeroso, il viaggio consiste nel visitare alcuni ambienti agro naturali del Pianalto di Poirino e le nostre  accompagnatrici naturalistiche danno informazioni sul luogo.


La Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino è stata riconosciuta dell’Unione Europea nel 2008, su richiesta della Regione Piemonte e del Ministero delle Politiche Agricole, come Denominazione di Origine Protetta, primo pesce di acqua dolce in Europa.


Nel 2003 era già stata inserita tra i 32 Prodotti del Paniere della Provincia di Torino e tra i presidi Slow Food.

La Tinca Gobba Dorata è così denominata per la sua particolare colorazione delle squame e per la sua gobba che ha sul dorso, è il risultato di una selezione di varietà della specie selvatica: Tinca Tinca.

Ed ecco che arriviamo in una delle tante peschiere del Pianalto di Poirino dove ci attende l’allevatrice Giorgia Pallaro che ci presenta dal vivo questo pesce pescandolo per noi.

Entra nella peschiera con gli appositi stivaloni e con maestria prende la nassa e la porta a riva.
I partecipanti la accerchiano e curiosi, specialmente i bambini, la tempestano di domande, a cui lei prontamente risponde con grande professionalità.

La Tinca Gobba Dorata è allevata  nel territorio tra i 24 comuni tra la provincia di Asti, Cuneo e la provincia di Torino fino alla collina chierese al Roero.

La geologia del Pianalto è uno dei fattori che hanno contribuito alla nascita delle tinchicoltura; il terreno è costituito quasi completamente di argilla rossa, materiale che è sempre stato utilizzato per produrre i mattoni e le tegole nelle fornaci che si trovano nella zona.
Gli scavi avvenivano ogni volta che si dovevano produrre dei mattoni per costruire e queste buche che, grazie all’impermeabilità dell’argilla, si riempivano di acqua piovana, creando delle riserve idriche  utilizzate per abbeverare il bestiame ed irrigare, idonee anche come peschiere adatte per allevare i pesci.

La tinca è resistente alla carenza di ossigeno e al riscaldamento dell’acqua tipico degli stagni in estate.
Nel Pianalto di Poirino ci sono all’incirca 300 stagni, utilizzati ancora oggi alla produzione della tinca per uso e consumo famigliare.

In questo bel paesaggio che mantiene ancora le caratteristiche di un tempo, le peschiere e la Tinca non sono ancora conosciuti dal grande pubblico, rappresentano un prodotto di nicchia   tutto da scoprire.


Lasciata la bella peschiera, ritorniamo in paese girovagando nelle belle campagne, arrivando giusto in tempo per assaporare i piatti tipici del posto, la Tinca in Carpione e fritta per poi concludere con la visita di una bellissima via pedonale del centro, dove  si è svolto il concorso ittico della Tinca,  che ha premiato le tinche più belle presentate in acquari che hanno attirato tanti curiosi e turisti.




Foto e Testi Ivana Motto Cleo

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