LA TINCA GOBBA DORATA di Pianalto di Poirino




La Tinca Gobba Dorata di Pianalto di Poirino

Quando ho ricevuto l’email del Festival del Giornalismo Alimentare che mi comunicava il tour che avrei fatto questo sabato, sono rimasta un po’ perplessa poichè diceva ben poco: 

“Gentile collega, ti confermiamo il press tour alla scoperta di un pesce antico in programma nella giornata di domani sabato 24 gennaio”.

Proseguiva con :  “Il tour è confermato anche in caso di maltempo e si consiglia abbigliamento e calzature comodi e antipioggia in quanto visiteremo una peschiera”.



Rileggo l’email ed esclamo : “Ma dove mi mandano?  Di che pesce si tratta?”


Telefono all’organizzatrice per avere maggior notizie  e  mi risponde che, per via delle troppe adesione la Valle d’Aosta è super occupata, per cui mi hanno dirottato ad un altro evento “la scoperta di un pesce antico la Tinca Gobba Dorata   l’unico pesce Italiano certificato Dop”.


Rimango sorpresa e un po’ sconcertata, guardo su internet e c’è ben poco.

Di questo pesce d’acqua dolce “LA TINCA” ho un vago ricordo, molto lontano, di averla mangiata quando ero ancora una bambina, la cucinava mia nonna,  ed era un piatto tipico del Nord Italia che oggi è completamente scomparso.



Ed ecco sabato sono pronta per questa nuova avventura, stivali di gomma, zaino in spalla, e dopo essermi unita al gruppo di blogger e giornalisti si parte  per la bella cittadina di Poirino.


Giunti all’appuntamento nell’orario stabilito, siamo stati raggiunti dalla Sindaca di Poirino Angelita Mollo, dall’Architetto Giuseppe Giglio Assessore/Addetto per l’Ecologia del Comune di Poirino, e dall'Azienda Agricola  Pallaro Giorgia produttrice ed allevatrice di Tinche.


Il tour inizia addentrandoci nelle stradine strette di campagna per lo più ad carreggiata unica, con il pulmino fa fatica a passare in alcune curve; la campagna è innevata ed il panorama molto suggestivo.



La Sindaca prende la parola e parla della sua bella cittadina e del suo territorio: “Poirino è il Comune  più esteso,  dopo Torino e Carmagnola, in alcune frazioni si ha una certa discreta densità di popolazione come nella fraz. Marocchi che ha  circa  1200 abitanti.



Il Comune si estende su circa 75.000 mq. il territorio  è definito  "Pianalto di Poirino" (chiamato così per via del falso piano) ed è formato da dolci colline, oggi imbiancate, con un susseguirsi di saliscendi.


Pianalto comprende una vasta parte della provincia di Torino, si estende  ad Asti e ad alcune zone della provincia di Cuneo, ma non ha confini politici, ma solo confini geografici/geologici, ed i territori che lo compongono sono, per lo più, adibiti a prati e terreni agricoli.

In alcuni di questi terreni, sorgono questi  invasi o come meglio chiamate “Peschiere”, ed alcune di esse sono secolari.

Un  tempo,  ogni famiglia contadina aveva una “peschiera”, uno stagno adibito ad abbeveratoio per gli animali e/o a riserva per l’irrigazione – nel quale si teneva un piccolo allevamento di tinche destinato al  fabbisogno familiare. 

La Sindaca ci informa che da poco è nato questo progetto, grazie anche ai fondi ricevuti dalla Comunità Europea, che verranno utilizzati per investire nella produzione e per far conoscere al  pubblico, questo prodotto che si era perduto, un prodotto di nicchia tipico ed esclusivo Piemontese: la TINCA GOBBA DORATA.



E qui cede la parola ad un appassionato intenditore, che si è battuto per questo prodotto ed è riuscito nel  2008 a far avere la certificazione DOP alla Tinca Gobba Dorata, l’Architetto Giuseppe Giglio che risponde alle nostre innumerevoli domande.

Il pulmino si ferma e veniamo invitati a guardare fuori dal finestrino:

“Qui vivono e sono allevate le Tinche Gobbe Dorate. Come potete vedere la Tinca vive in piccoli laghetti, che vengono detti anche invasi o peschiere e si trovano su un terreno in parte argilloso. 


Creare gli invasi non è difficile, in quanto la terra di questi posti è argillosa,  si modella facilmente, basta scavare; difatti nello scorso secolo, parliamo del 1950/1960, quando l’edilizia aveva bisogno di materiale argilloso per produrre mattoni, i contadini cedevano i loro terreni per prelevare il materiale ed in cambio avevano questi invasi che adibivano a questo tipo di allevamento.

L’argilla ha una certa capacità di trattenere l'acqua, tuttavia d’estate,  per via delle temperature alte, la superficie dell'acqua viene parzialmente ricoperta da alghe, «blooms» algali; occorre così svuotare la peschiera, pulirla, per poi riempirla di nuovo, quando è nuovamente asciutta.

In questo modo si  impedisce di così l'instaurarsi  di queste  condizioni sfavorevoli che danneggerebbero il sapore delicato della Tinca Gobba Dorata di Pianalto; quando si dice che ha un gusto di fango è proprio questo il motivo.

Il Pianalto è l'habitat perfetto per la Tinca, anche se la  si può trovare anche in altri laghi.
L’acqua dei laghetti proviene dal cielo e dai pozzi, specialmente d’estate, si tende comunque al rinvaso d’acqua per via della grande dispersione di acqua per evaporazione.

Chiedo: “Ma come si pesca la Tinca e che cosa mangia?”

Risponde: “Con delle reti o con delle nasse, che sono delle reti circolari, si lasciano qualche giorno sul fondo delle vasche con delle esche fatte di pane secco o di polenta e crusca. 
La tinca entra per mangiare e  viene così pescata.


La Tinca vive in acque non troppo fredde e calme e non ama stare in superficie.
Mangia sopratutto vermetti che trova sul fondo, ma  non disdegna anche gli insetti che si trovano sulla superficie dell'acqua. 
Alcuni allevatori incrementano  l'allevamento delle Tinche rispettando comunque i vincoli del Disciplinare, no farine animali, no Ogm, ecc..
Le tinche vengono pescate per la vendita quando sono  lunghe 11-12 cm e comunque non più di 20 cm. Affinché una tinca giunga al peso di 80-120 grammi occorre un anno e mezzo circa di vita), ovvero due estati perché ha una crescita lenta.

Proseguiamo il nostro giro  ed arriviamo all'Azienda Agricola gestita dalla signora Giorgia Pallaro che ci invita a visitare da vicino un suo invaso dove vivono e crescono gli avannotti.

Scendiamo dal pullman, contentissimi di vedere con i nostri occhi quel pesce così prezioso.

Ci attende  il marito, vestito di tutto punto, con una tela cerata gialla, stivali alti fino alla coscia e dopo averci salutato e presentatosi, si cala nell’invaso.
Curiosa come sono, gli vado dietro senza farmelo ripetere due volte.

Sono a pochi metri al bordo dell’invaso, il terreno è ripido e scivoloso e mi tocca accovacciarmi per fotografare, quando ecco  tira  fuori dall’acqua la nassa, le Tinche si vedono ed inizio a scattare.


Esce dall’acqua e viene attorniato dai giornalisti con mille  domande a cui risponde sapientemente:

Quali sono le caratteristiche della Tinca?

E’ un pesce ricco di omega 3, ferro e potassio. 
La sua carne è gustosa tenera e delicata,  è un prodotto di nicchia per via delle modeste quantità ottenute negli invasi, la nostra produzione non è intensiva. 


Airone Cinerino
Abbiamo purtroppo anche molti uccelli predatori che amano cibarsi delle tinche, 
come ad esempio gli aironi oltre alle rane-toro che popolano le peschiere mangiando le uova di tinca.  
Quando l'acqua degli invasi  è più fredda, come in questo periodo, le tinche sono di colore scuro, il  maschio si distingue dalle femmine poiché hanno le pinne più grandi.

Essendo un pesce che vive nel fondale, con scarsità di ossigeno, è molto resistente, vive fuori dall’acqua anche per ben 10 minuti. 
Il nostro tour prosegue con una sosta per un aperitivo offerto dall’Agriturismo Fricandò, dove abbiamo conosciuto anche un altro produttore,  Jacopo chiamato Daij Giepolin che ci invita a visitare il Castello di Corveglia,  che possiede, dicendoci anche che periodo migliore è tra maggio e fine giugno.

Sia Jacopo che la Giorgia sono producono entrambi la TINCA D.O.P.  e sono i soli che possiedono tale Certificazione. 

Giorgia Pallaro e Jacopo Alberto Brossa




Quindi la loro è una filiera corta, dal produttore viene venduta (viva) direttamente al privato o al ristorante o ad un agriturismo.



Ecco alcuni locali che cucinano piatti Piemontesi a base di Tinca:

L'Agriturismo Il Mondo Fricandò 
l'Agriturismo Il Mondo Fricandò Fraz. Marocchi da Mariangela e Alessandro 


presso di loro potrete gustare, oltre a tanti altri ottimi piatti della tradizione piemontese, anche tante  buone ricette preparate con questo pesce come la Tinca Gobba Dorata in carpione, fritta o al risotto, e posso assicurare, avendo avuto l’occasione di gustarli che la loro cucina eccelle sia nella presentazione che nel gusto.




Trattoria Primavera di Anna Fatibene


I cannestrelli di Poirino













A proposito del gusto non posso non citare i giustamente famosi canestrelli di Poirino, delizioso fine pasto, e l’ottimo vino piemontese che ha accompagnato ogni portata.



Un ringraziamento speciale all’Organizzazione del Festival, che anche quest’anno, mi ha permesso di conoscere e di farvi conoscere delle importanti realtà del nostro territorio, un grazie anche alla Sindaca Angelita Mollo, una persona che evidenzia l’orgoglio piemontese per il proprio  territorio,  per la cura ed il rispetto delle tradizioni e che con i produttori più “visionari” è riuscita a far riscoprire una  delle nostre tante eccellenze.

Foto e Testo:  Ivana Motto Cleo 

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