106 Fiera di Carrù_ Una Protagonista Roberta Colombero




Sono le 6.00 del mattino, la sveglia suona; mi devo alzare anche se è festa, ho in programma di andare a Carrù a vedere la 106^ Fiera del Bue Grasso.




La conosco per fama, finora l‘ho vista solo in tv, si tratta di una manifestazione antica nata nel 1910, nata per valorizzare il patrimonio zootecnico locale ed è diventata un avvenimento tradizionale e folcloristico molto importante.





Mentre mi preparo il caffè mi torna alla mente il giorno che ho conosciuto Roberta Colombero, era settembre e lavoravo alla Fiera del Gusto di Torino, evento organizzato da Terra Madre; lei con l’aiuto di un’altra ragazza presentava nell’ambito di questa manifestazione le eccellenze prodotte dalla sua azienda.

Roberta è una bella ragazza, forse un  po’ timida ma molto decisa e sa il fatto suo anche se è giovane, ha solo 27 anni e porta avanti un’azienda.




Il suo è un lavoro antico, quasi arcaico,  un’attività che stava scomparendo, ma che grazie a delle persone come lei, sta riaffermando i suoi valori e la sua importanza: lei possiede un allevamento di vacche da latte d’alpeggio.




Il suo è un lavoro difficile e duro, durante la bella stagione è in giro per i monti  della Val Maira ed oggi alla Fiera di Carrù parteciperà per la prima volta al concorso del Bue Grasso.


Quindi preparo lo zaino controllo che vi sia tutto l’occorrente e parto per questa nuova avventura.


Carrù dista circa un oretta da Torino, imbocco l’Autostrada Torino-Savona, che ha solo sempre le due corsie e parecchi autovelox su tutto il percorso; per fortuna la strada  è scorrevole, vi sono poche macchine che la percorrono. Non riesco a fare a meno di ricordare che cosa sia quell’autostrada  nel periodo estivo, quando i Piemontesi scendono per il mare, e le lunghe code sotto il sole cocente.



Arrivo a Carrù circa alle 9 del mattino, nel paese vi è già tantissima gente, nella piazza sono presenti anche dei manifestanti vegetariani che protestano animatamente contro la fiera contenuti da alcuni carabinieri.



 Tra la confusione, cerco la mia giovane amica, che mi deve fornire il pass per entrare nella manifestazione che è già in corso,  la chiamo al telefono e lei con la sua bella voce squillante mi da indicazione su dove poterla trovare.




Quando la vedo rimango colpita dalla sua genuinità e semplicità, mi rendo conto che viviamo in due mondi completamente diversi, io abituata alla vita cittadina, a una vita frenetica, lei invece scandita dai tempi ciclici della natura.




E’ veramente bella, impossibile non notarla, è vestita semplicemente in tenuta da lavoro, ma appare pervasa da una energia incontenibile,  sembra splendere di una luce tutta sua.


E’ emozionata ed agitata, perché a breve il suo bue verrà giudicato dalla giuria, è la prima volta che partecipa.


Mi accompagna all’interno della fiera dove vi sono gli animali; il capannone adibito alla fiera è una bella struttura ben tenuta,  per terra hanno posato tantissimo truciolato, per ospitare al meglio gli animali, che sono tanti e disposti in più file per distinguerli nelle ben 16 categorie : 
buoi della coscia, migliorati e nostrani, manzi della coscia, migliorati e nostrani, vitelli castrati della coscia, migliorati e nostrani, vitelle della coscia, manze, vacche, torelli della coscia, tori a due denti, da quattro a sei denti ed oltre i sei denti.





Tutti gli animali presenti sono puliti e in ordine, non mandano nessun odore. 
Ci facciamo largo fra i tanti partecipanti, attraversando le varie corsie, le trovo strette e per la troppa gente sono costretta a passare vicino  al fondoschiena degli animali, questo mi porta un po’ di timore, ho paura che per qualche motivo mi arrivi qualche calcione.











Ed eccolo lì suo bue! Mi supera in altezza, è imponente, ha un bel mantello bianco, una bella muscolatura ed una coda folta e riccia, veramente un esemplare favoloso. 


Lei è fiera del suo animale, che mi racconta, si chiama Sisco; tutti i suoi animali hanno un nome, dice. Mi chiedo come faccia a riconoscerli, ma guardando bene gli animali che sono intorno a me, noto che sono in effetti tutti molto differenti per via del  mantello, corna, zoccoli, denti, per non parlare del carattere.


Roberta continua a parlarmi del suo Sisco:  
“E’ il primo bue che abbiamo, ha 5 anni ed è un bue particolare, sai Ivana, si differenzia dagli altri capi presenti in questa mostra perché lui è un bue d’alpeggio. 


 Ciò significa che nei mesi estivi veniva portato a pascolare libero nei verdi pascoli a quota 2100 in alta Valle Maira, nel comune di Marmora Alpeggio Valanghe, per poi ritornare nei periodi invernali nell’ azienda di famiglia situata  nelle campagne del Saviglianese.



Ha un giaciglio ampio, il suo box misura 10x7 e il suo giaciglio consiste in una lettiera di paglia permanente pulita e asciutta cambiata tutti i giorni.
E’ alimentato con  foraggi e farine di mais, crusca, soia non ogm.


Dal mese di agosto abbiamo usato la stessa formula aumentando solo la quantità di mais per fornirgli più amido per esaltare le sue forme, quindi più energie per arrotondare il suo profilo con i giusti depositi di grasso. Il tocco finale, negli ultimi 70 giorni abbiamo aggiunto alla sua alimentazione semi di lino estrusi, ricchi di grassi omega 3 che, accumulati nei muscoli, danno carattere di salubrità alla carne, arricchendolo di fattori che prevengono le malattie cardiache nell’uomo.



 Inoltre i semi di lino migliorano ulteriormente l’aspetto dell’animale rendendo il pelo del mantello lucido e fine.
Attualmente Sisco mangia 15 kg di farina e 8 kg di fieno, sale minerali e vitamine, acqua a volontà.


 I giudici entrano e dobbiamo allontanarci dalle corsie, controllano i capi, ad uno a uno, prendono nota della bellezza dell’animale, controllano denti e mantello, unghie, c’è tanta confusione, gli allevatori sono in fermento, fino a quando l’altoparlante annuncia il verdetto:

1° Premio    Attila
2° Premio    Tango 
3° Premio    Sisco

La mia amica esulta, è felice radiosa, la sua famiglia le si stringe, e si abbracciano calorosamente, quasi non credono di aver vinto Lei e il suo bell’animale, ed ora si va tutti a mangiare il favoloso Bollito.





Foto e Testo :              Ivana Motto
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